Wednesday, July 4, 2007

Il crollo degli stati-nazione al tempo dell'impero americano


Come potenza egemonica del ventesimo secolo, intenta a estendere il proprio potere anche nell'era del capitalismo globale, gli Stati Uniti hanno condotto l'attacco al sistema disegnato nel 1648 dal Trattato di Westfalia e fondato sul rispetto della sovranità e dei confini nazionali
di Prem Shankar Jha*, da "il manifesto" di martedì 3 luglio 2007

L'economista indiano Prem Shankar Jha, autore del saggio «Il caos prossimo venturo» che uscirà nelle librerie italiane nei prossimi giorni per Neri Pozza (traduzione di Andrea Grechi e Andrea Spilla, pp. 688, euro 25) è nato nel 1938 e ha studiato filosofia, politica ed economia a Oxford. Dopo avere lavorato dal 1961 al 1966 per le Nazioni Unite a New York, Jha è poi tornato in India, dove collabora come editor e giornalista alle pagine di diversi giornali, fra cui l'«Hindustan Times» e il «Times of India». È autore di numerosi saggi fra cui «India: A Political Economy of Stagnation» e «In the Eye of the Cyclone: The Crisis in Indian Democracy».

Sunday, June 24, 2007

Monday, May 28, 2007

Stato nazionale e globalizzazione, una nuova geografia del potere

di Giuliano Battiston, da "Liberazione" di domenica 27 maggio 2007
Intervista a Saskia Sassen docente di Sociologia all'Università di Chicago e alla London School of Economics
Professoressa di Sociologia presso l'Università di Chicago, dove dirige il Transnationalism project, visiting professor alla London School of Economics, editorialista per i giornali New York Times, International Herald Tribune, Le Monde Diplomatique, Die Zeit, Vanguardia e Clarin , Saskia Sassen...

Friday, May 25, 2007

"Il manifesto" insiste con il postmodernismo: un inedito di Gilles Deleuze


Appunti dal terremoto del divenire
«Conversazioni» di Gilles Deleuze e Claire Parnet (ombre corte). Un dialogo sulla crisi della modernità che prende le distanze dai cultori del frammento a favore di un'«altra rivoluzione»


di Roberto Ciccarelli, da "il manifesto", giovedì 24 maggio 2007


Chiunque legga i Dialogues di Gilles Deleuze e Claire Parnet (Conversazioni, Ombre Corte, pp. 174, euro 14) capirà quale grande ingiustizia sia stata quella di affibbiare a Deleuze la patente di «postmoderno»...

L'antitesi amico-nemico negli scritti antisemiti di Carl Schmitt


La tesi di Carlo Angelino. Il coinvolgimento del giurista tedesco nel regime hitleriano sarebbe stata, dice lo studioso, un conseguente approdo del suo percorso di pensiero. Un saggio illuminante. È titolato «La scienza giuridica tedesca in lotta contro lo spirito ebraico», venne scritto nel 1936 e lo pubblica, con altri due testi, il Melangolo


di Marco Pacioni, da "il manifesto", mercoledì 23 maggio 2007


Se quella di «nemico» è una categoria fondamentale alla mitogenesi del nazismo - come dicono Philippe Lacoue-Labarthe e Jean-Luc Nancy nel loro libro Il mito nazi (il melangolo, 1992) - e se ad essa è stata accordata tanta importanza nell'individuazione dell'essenza del «politico» attraverso la ricezione di Carl Schmitt...

Monday, May 21, 2007

Usa: quale democrazia?

di Leonardo Pegoraro

Analizziamo, sia pure per sommi capi, quanto le affermazioni dell’ideologia liberale e della sua vasta schiera di pensatori siano in contrasto non solo alla pratica realizzata dagli Stati cosiddetti “democratici”, ma persino contraddittorie a quei principi tipici del liberalismo stesso...

Wednesday, May 16, 2007

Per una dialettica gramsciana del subalterno

di Raul Mordenti, 19/4/20071.

La domanda se il subalterno possa parlare costituisce (a rigori) una tautologia, che nasconde però un problema (e forse il problema). Il subalterno, finché rimane subalterno e in quanto subalterno, non può evidentemente parlare, perché l’essere subalterno si definisce appunto come una radicale mancanza di autonomia, che significa mancanza di un proprio punto di vista, mancanza di un discorso auto-centrato e posizionato a partire da sé, dunque mancanza anzitutto di parola...